[MontelLUG] Una strana distribuzione

Giovanni Barzan giovanni.barzan a gmail.com
Sab 15 Apr 2006 15:25:13 CEST


Scusa se mi intrometto nella discussione (la domanda non è rivolta a me...)

> Domanda da 10 milioni di dollari (aka molti euri):
> - quante segretarie conosci che smanettano con ncurses (sò a malapena io
> cosa sono) o che spostano il bilanciamento dell'audio su un player audio
> che pergiunta non è nemmeno quello di default?
> - quante segretarie conosci che sarebbero in grado di pronunciare la
> frase "ma non c'è START, aiuto!!!" oppure "non c'è + la barra" (questa
> l'ho sentita di persona... passare a Gnome che ha la barra in alto causa
> traumi psicologici inenarrabili in alcune persone)?


Volevo fare io un a domanda da 5 euro (LOL):

Che fine hanno fatto le segretarie che non più di 15 anni fa lavoravano 
ancora con la macchina da scrivere e non sapevano fare altro? Sono 
finite forse su un marciapiede?
Bada bene che a quell'epoca le nostre aziendette (nella nostra regione 
vi sono quasi tutte aziende con 10/20 dipendenti al massimo...) 
ritenevano il computer come al massimo un bel giocattolino, e 
sicuramente non si sarebbero sognate che dopo così pochi anni il 
computer (e più recentemente, internet) avrebbero assunto un'importanza  
così grande... 
Non giro molto con la macchina per certi posti, ma non mi sembra di 
averle viste sulla Pontebbana o sul Terraglio.... hanno imparato 
Windows (voi direte che non è molto meglio :) )

Se riteniamo che il computer sia un mezzo per evitare di imparare, e per 
restare completamente ignoranti.. beh, chiediamoci allora perchè le 
nostre aziende sono così in crisi di fronte alla sfida della 
globalizzazione... Spendono forse pochi soldi nell'innovazione? 
Secondo me invece ne spendono, e molti... Ma più che spenderli li 
gettano, perchè pretendono risultati immediati. Preferiscono un uovo 
oggi che una gallina domani...

Quello che invece è restato immutato, anzi, su questo siamo retrocessi 
secondo me negli ultimi anni, è l'ignoranza che permea quasi tutte le 
aziende, in primis la classe imprenditoriale.

Ritengo che Microsoft dominerà il mercato ancora per molto tempo... A me 
sinceramente non interessa che quella multinazionale vada bene o male.
Credo invece che la sfida che dobbiamo lanciare sia un'altra. 
L'innovazione, il vero sviluppo, la democrazia, la libertà non 
vengono da soli, nè tantomeno possono essere interamente comprato; sono 
raggiungibili, invece, solo se verrà data importanza alla conoscenza, 
alla cultura e alla ricerca della verità, sopratutto ammettendo le 
proprie mancanze. 

Non so quante altre aziende debbano chiudere perchè si capisca questo. 
Di certo l'argomento "sistema operativo" è solo una piccolissima fetta dei 
problemi che hanno le nostre aziende. Ma, come per le unità produttive 
che qui chiudono per aprire in Romania, Cina o India, gettando al vento 
tutto quello che di buono è stato fatto, solo per evitare di cambiare, 
di rimettersi in discussione, di essere veramente innovativi.

Un utente GNU/Linux, è una persona che ritiene importante la conoscenza, 
che investe in essa... E' una persona che ha anche degli ideali, e non 
si prostituisce in cambio dell'illusoria tranquillità di poter mantenere 
tale la sua ignoranza. 

Se le nostre aziende non capiranno che investire in ricerca e know-how 
"propri" (e nel campo del software solo Linux lo permette fino in fondo)  
alla lunga paga molto di più che farsi fregare da dei venditori senza 
scrupoli, credo saranno destinate a chiudere, soprattutto quelle che 
operano in settori in cui la concorrenza è molto forte.

Ragazzi, alcuni paesi emergenti (Brasile, Cina, India, ecc.) l'hanno 
capito da tempo e hanno investito (non solo soldi) molto più di noi in 
questo.

Scusate lo sfogo, ma l'ignoranza accompagnata all'arroganza di molti 
nostri imprenditori mi fa veramente arrabbiare... Vedere molti amici 
laureati scappare da qui mi demoralizza...

Con l'augurio che le cose cambino in futuro, intanto vi saluto, e mi 
raccomando di non bisticciare + tra noi :)

W GNU/Linux e la libertà.

Giovanni





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