[MontelLUG] ulteriori precisazioni su "quando si impianta il computer"

Francesco Costa francescocosta81 a gmail.com
Gio 15 Nov 2007 00:04:11 CET


Dunque... chiedo umilmente scusa se fornisco solo ora le informazioni da
voi richieste:
non è per pigrizia o negligenza, ma per il semplice fatto che mi scarico
la posta una volta al giorno e una volta al giorno mando le mail...

E quindi, sullo mio portatile tengo Ubuntu 7.10; alla domanda uname -a
fu così data risposta:
Linux IreneoFunes 2.6.22-14-386 #1 Sun Oct 14 22:36:54 GMT 2007 i686
GNU/Linux,
come desktop c'ho Gnome... serve altro? se sì dovrete pazientare fino a
domani :)!

Lungi da me l'accusare openoffice (che stimo e riverisco) senza giusto
motivo, ma il fatto che il computer mi si sia impiantato due volte
mentre stavo aprendo la prima volta e visualizzando la seconda due
documenti col suddetto programma (a proposito: il doc word è grande la
bellezza di 25,5 kB, il pps addirittura 447,5 kB) mi ha indotto a
credere che se di coincidenza si tratta, quanto meno la è un poco
bizzarra... adesso che ci penso anche l'evolution potrebbe averci messo
del suo, dal momento che in entrambi i casi era aperto e che gli
allegati non li avevo salvati ma li avevo aperti direttamente... che sia
un concorso di colpa? La mia inesperienza non mi permette di formulare
altre ipotesi...
Guasti di natura elettrica li escludo, giacché trovavomi nel mio studio,
a casa, senza nessuno a dar noia staccando cavi per diletto o per
errore... non avevo mille milioni di finestre aperte, ma due o tre al
massimo...

poi ho pure provato ad aprire il terminale e sguatararlo a dovere, come
suggeriva Mirco Piccin: prova superata direi brillantemente. che altro
aggiungere? boh!

mi rimetto alle vostre diagnosi

quanto all'ultima postilla della mia precedente mail, se filosofica
tenzone si vuole, che sia!
anche se la mia osservazione voleva essere di natura più fisica che
filosofica: e mi chiarisco con un esempio, ché non vorrei essere
frainteso. Chi s'intende di termodinamica sa bene quanto inutile sia il
tentare di determinare il moto d'una singola particella di un fluido: il
numero di particelle presenti e quindi le condizioni al contorno da
assumere son talmente numerose che ne scaturirebbe un sistema di
equazioni troppo complesso per esser trattato, la conoscenza delle
condizioni al contorno dell'istante iniziale sarebbe parimenti
impossibile... ci si contenta quindi, e non è comunque poco, di dedurre
informazioni di natura statistica e probabilistica sul comportamento di
queste particelle. Per chi volesse approfondire la questione rimando a
Heisemberg e al suo famoso principio d'indeterminazione. 
Io ho voluto, forse con eccessiva libertà e un certo gusto per la
provocazione, applicare quanto illustrato sopra all'informatica: e cioè,
dato l'enorme numero di processi, flussi di dati, potenziali
elettromagnetici continuamente cangianti che han luogo dentro un
computer, chi può assicurare che le variabili in gioco non siano in
numero talmente elevato e talmente interconnesse tra di loro in modo
tale che possa venir meno la certezza che ad ogni azione corrisponda un
effetto univocamente determinato (avente cioè probabilità d'accadere
pari a 1), e non sia invece che a qualche azione possano corrispondere
più effetti, con varie probabilità minori di 1 d'accadere per ognuno di
essi?
Io di sicuro questo non lo posso assicurare (manco mi passa per la
testa), ma se qualcuno di voi ne sa qualcosa in merito e vuol dire la
sua, è il benvenuto!

saluti





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